domenica 2 novembre 2008

UN RACCONTO DI SOGNO GEOMETRICO



Applausi scrosciano alla fine dell'esibizione e quasi nella noncuranza del tripudio il maestro attacca il bis. Così senza parole.
Il suono ritmico del piano fa precipitare il silenzio e s'innalza la canzone sempre più, fin quando al termine sfocia un gentile applauso finale di composta reverenza.
Il maestro s'inchina, saluta e se ne va.

5 commenti:

massimo ha detto...

nocemaxbello anche questo! sarò zuccone ma non riesco a capire l'aggetivo "geometrico" a meno che non sia una licenza poetica nel qual caso m'inchino riverente.....

Bartolomeo Pestalozzi ha detto...

Mi unisco ai complimenti! Molto bello anche il racconto del post precedente.

Anonimo ha detto...

Conosco una canzone che parla di un chiaro di luna sul mar...e la foto del tuo post esalta in maniera molto poetica, la bellezza e il fascino complice e intimo dei giochi luccicanti fra le ombre, della casta diva dal sorriso enigmatico...Geometrico o geografico..il Direttore si avvale anche della matematica..per regalare emozioni..lui e' uno specialista..avvolto nel suo mistero!.....Franco

Amica di Lost ha detto...

Nei sobborghi di un segreto
uno stratega indugerebbe,
piuttosto che insinuarsi in un sogno
per scandagliare il sonno

Walentina ha detto...

vedo che ti è piaciuto il mio concerto!