
Ogni azione implica una reazione. Questo è chiaro.
Ma da quando le persone hanno smesso di reagire?
Da quando le donne e gli uomini agiscono, così senza pudore senza ritegno per trovarsi poi assolutamente incapaci e razionalmente disinteressati a una qualsiasi reazione?
Viviamo in un mondo strano, un mondo nel quale se menti sei un dritto, se inganni sei scaltro, se sei egoista sei furbo.
Se ti poni nel rispetto e nella sincerità (anche la più estrema) se ti va bene passi per stronzo. Se ti va male ti ritrovi come per magia ad essere colpevole di troppa chiarezza che viene scambiata per freddezza e distacco.
Tutto per me ha avuto inizio a giugno scorso, quando ho deciso di far piazza pulita con cose e questioni che gravavano da troppo tempo sulle mie spalle. Nell'immediato ho avuto ragione ma adesso dopo quasi tre mesi è iniziato il processo di reazione che mi ha portato a chiedermi quanto in questo mondo sia giusto farsi carico delle proprie responsabilità.
Viviamo fianco a fianco con la mentalità del nascondere per proteggere.
Ma cosa proteggiamo in realtà? I nostri segreti? E a cosa servono i segreti?
Da che mondo è mondo credo che un segreto serva a far si che la realtà assuma sembianze irreali.
Ieri sera con un amico davanti a una birra è uscito un concetto (che per chi legge un po' di filosofia sarà noto ma per me è stata un'illuminazione) che mi ha dato molto su cui riflettere.
"Scegliere è un atto di violenza, perché porta a forzare l'apparente realtà per spostarla su un altro piano".
Concetto affascinante e di bruciante attualità per ciò che mi concerne.
La scelta come forzatura per cambiare qualcosa di necessario, di indispensabile.
Eccoci al punto: scegliere rende liberi, ma nel mondo attuale rischia di lasciarti solamente isolato.
Isolato da un mondo di persone che non scelgono per mantenere quel misero “status quo” guadagnato magari in anni e anni di attenta simulazione.
E non c'è niente di peggio che mentire a se stessi, inventarsi una vita basata sul nulla.
Perché la menzogna, la falsità, l'inganno... sono il nulla!
...Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia...
De Andrè Fabrizio, 1996

8 commenti:
Cercare di fare ogni giorno quello che riteniamo giusto, è l'unico modo che abbiamo per vivere degnamente. Il resto non conta. E poi che te ne fai dei simulatori?
Leonardo da vinci disse"se sarai solo,sarai tutto tuo"infatti perche darsi in pasto agli altri?sol un ideale un principio politico,religioso,puo farti accettare una scelta e subirne la violenza...il rispetto verso se stessi pero' non deve mancare mai!!!!!
questo tuo post credo mi farà riflettere molto a lungo... chissà credo che ne trarrò vantaggio.
Metti a nudo una cruda verità, ma io resto convinta che innanzitutto si debba essere in pace con la propria coscienza... il resto conta poco...
Caro il mio amico, nella libertà assoluta degli individui solo una rigidezza morale ci fa tenero fermo il timone nella nostra esistenza, oppure... un amore assoluto, unico, irripetibile. Kant volle scritto sulla sua tomba; il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me. Giobbe invece, figura del giusto provato nella Bibbia, si tormentò tutta la vita perché il suo Dio lo abbandonò, ma restò fedele... Ecco, allora, la risposta agli interrogativi della vita: non la bulimia dei desideri e dei bisogni, ma la fedeltà, oltre ogni regola, oltre ogni nostro umanissima necessità. La fedeltà è qualcosa di soprannaturale che ci appartiene, che appartiene alla nostra carne, come il cibo e la sessualità; una fedeltà di rimanere fedeli dove si è incontrato uno spiraglio di luce vera che ci apre al mondo delle relazioni profonde, uniche, irripetibili. Fedeltà, amico mio, fedeltà e tanto amore che significa sacrificio e speranza...
Caro anonimo, senza un'identità quello che scrivi per me è fumo.
Qualificati se vuoi che creda alla tua esistenza!
Eppure, le parole, a volte, dovrebbero raccontare la persona di cui parlano. Basta un frammento, uno sguardo per ricordare un volto amato, come una nube, come un raggio all'alba di una burrasca. Ma capisco anche che non mi si riconosca P(i)U. Restano vere le parole che ho già detto, perché non importa essere per presenti per essere ciò che semplicemente siamo. Domandati come restare fedele, troverai tante risposte, anche se non c'è più chi tu ami.
anche io la penso come te...nel senso che spesso la mia troppa chiarezza e sincerità hanno portato a chiudere rapporti con persone che forse non avevano il coraggio di fare lo stesso...mentire e nascondersi è la cosa che davvero non sopporto nelle persone...io non lo faccio e quindi vedere che gli altri lo fanno con me mi fa venire una rabbia che neanche ti immagini...scusa lo sfogo...buon weekend ancora da emi
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