lunedì 23 luglio 2007

35 - parte 2

Il momento più emozionante, e al contempo più tragico, fu quando si rese conto che l’unico reale motivo che l’aveva spinto a comportarsi così, era stato dettato dalla paura.
Lui, l’aveva invitato a parlare, solo perché aveva paura.
Dopo un paio di giorni, ogni sogno era svanito.
Quello che c’era da fare era stato fatto e tutto in questa esistenza, simile a un gioco, continuava ad accadere; imperturbabilmente.
Il mondo girava, il cuore batteva e tutto, intorno, ancora esisteva.


E’ sempre troppo sottovalutata la paura.
Si tende a volerla superare senza preoccuparsi di conoscerla.

Al contrario si esalta il coraggio, ottima virtù quando è sposata ad un chiaro obbiettivo.

Il campo dell’Io è tutta un’altra storia!

Buon compleanno, R.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Essere nuovi come la luce a ogni alba
come il volo degli uccelli
e le gocce di rugiada:
come il volto dell'uomo
come gli occhi dei fanciulli
come l'acqua delle fonti:

vedere
la creazione emergere
dalla notte!

Non vi sono fatti precedenti:
non parlate di millenni
o di giorni o di altri millenni.

Nè creatura alcuna correrà
il rischio di essere sazia:
principio altro principio genera
in vite irripetibili
come le primavere.

Io debbo essere un segno mai visto
ipostasi del non visto prima,
goccia consapevole o perla della notte,
il lucente attimo d' Iddio
che per me solamente
così si riveli e comunichi.

Unico male l'abitudine
e la scelta tragica:
discorrere invece che intuire.

E la mente si popola di idoli
e il cuore è un deserto lunare:
solo la Meraviglia ci potrà salvare
aprendo il varco
verso la Sostanza.

Allora il medesimo silenzio dell'origine
nuovamente fascerà le cose
o eromperà - uguale
evento - il canto.

David Maria Turoldo

Marchese De Sade ha detto...

...ma che c'entra?!?!?